Jean-Louis Trintignant, l'uomo dai mille volti

Quando sei un attore, in realtà, non dovresti farti troppe idee. Jean-Louis Trintignant

Quando muore una grande stella ci si rende conto di quanto spazio occupasse nella memoria collettiva tutto d'un tratto, perchè è quasi sempre impossibile farlo se è in vita. Nel caso specifico di Jean-Louis Trintignant risulta ancora più evidente: d'improvviso è mancata una colonna portante del cinema europeo che ne ha supportato la storia e il divenire e ci troviamo di fronte a un tempio che perde pezzi fondamentali fino a sembrare un cumulo di macerie.


Di attori come Trintignant non ne sono nati molti, così versatili e capaci di mettersi al servizio del cinema e non viceversa, con la volontà di sperimentare in molti generi diversi per il gusto di farlo. Certamente non è semplice ricostruire la carriera complessa di un attore unico dai mille volti. È un peccato che un gigante nell'ombra come Trintignant venga ricordato per lo più per qualche pellicola sì memorabile ma riduttiva quando si scorre anche distrattamente la sua filmografia.


Nelle scorse settimane i titoli più in voga per cristallizzare Trintignant sono stati i celebri Il Sorpasso di Dino Risi, Il Conformista di Bernardo Bertolucci e Un Uomo, Una Donna di Claude Lelouch. Tutti indiscussi capolavori del cinema del Novecento ma non sufficienti a narrare Trintignant come merita. Ci sono pellicole realizzate da Jean-Louis Trintignant che sono poco note al grande pubblico ma hanno significato tappe fondamentali nell'evoluzione del fare cinema tout court. Sono queste opere che ci restituiscono un significato maggiore su chi fosse Trintignant come interprete e come uomo.



Jean-Louis Trintignant e il cinema italiano


Una delle tappe fondamentali per conoscere Trintignant è analizzare il suo excursus nel cinema italiano, (molto facile che accadesse tra gli anni 50 e 70 del secolo scorso, che attori francesi e italiani collaborassero nei due paesi in modo interscambiabile). Solo che Trintignant in questo periodo fertile e magico del cinema ha lasciato un marchio indelebile sul serio.


Bisogna citare Estate Violenta di Vittorio Zurlini con Eleonora Rossi Drago, in cui l'autore racconterà l'epoca della seconda guerra mondiale con delicatezza e chiarezza storica, Io uccido, Tu uccidi di Gianni Puccini, nell'episodio La Donna che viveva Sola in cui farà coppia con la straordinaria Emmanuelle Riva, La Matriarca di Pasquale Festa Campanile in cui si sfidano le convenzioni sociali dell'epoca del cambiamento culturale europeo del 1968, parlando del taboo delle sperimentazioni sessuali, l'indimenticabile cult Metti, una sera a cena di Giuseppe Patroni Griffi con Florinda Bolkan e Tony Musante, ritratto lucido e disincantato di un mondo borghese ipocrita e perverso. Un altro film per il quale Jean-Louis Trintignant è molto noto è La Donna della Domenica di Luigi Comencini, tratto dal celebre romanzo giallo della coppia Fruttero e Lucentini.


Infine è necessario ricordare La terrazza e Il Mondo Nuovo del maestro Ettore Scola, in cui reciterà con l'élite degli attori che fecero grande il cinema del tempo, come Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman anni dopo aver condiviso la scena ne Il Sorpasso e Il Successo e Jean Claude Brialy, attore feticcio della Nouvelle Vague.


Trintignant reciterà anche nell'adattamento cinematografico de Il Deserto dei Tartari di Dino Buzzati per la regia di Valerio Zurlini, con le musiche di Ennio Morricone. Colpire al Cuore di Gianni Amelio, primo film del regista e straordinario ritratto degli anni di piombo conclude questa incredibile incursione nel cinema italiano attraverso i decenni con Trintignant sempre al centro.


Jean-Louis Trintignant e Alain Robbe-Grillet ovvero il cinema sperimentale e d'arte


Se tutto ciò non fosse già sufficientemente sorprendente, esiste una seconda traiettoria per inquadrare il contributo di Trintignant alla cinematografia internazionale. Si tratta dei film sperimentali di Alain Robbe-Grillet. Esercizi intellettuali e stilistici, e ciò che il regista definirà regola dell'oscurità ovvero una trasposizione dalla letteratura al cinema di un work in progress, dove vediamo i meccanismi che creano la trama sovvertendo l'ordine lineare di una consueta narrazione.


Questo è evidente in Trans-Europ-Express, in cui il significato della narrazione si può trovare solo a posteriori e non in una predeterminazione da parte dell'autore. Questo squisito allenamento intellettuale non risulta pesante o ridondante ma piuttosto un gioco al quale anche lo spettatore partecipa.

Seguirà L'uomo che mente, film interamente costruito come un monologo assoluto di Jean-Louis Trintignant, unico protagonista di una storia che cambia costantemente, con attorno a lui solo fantasmi di personaggi secondari.


Il terzo film in cui Jean-Louis si cimenterà con la pura sperimentazione artistica per mano di Robbe-Grillet è Spostamenti progressivi del piacere, una deliziosa parodia del genere poliziesco, in cui lo stesso Trintignant ha speso molto tempo finendo per rimpiangerlo, con una volontaria e provocatoria vis polemica e richiami espliciti a una sessualità contorta e complessa nata da una chiara ispirazione a Bataille. Una pellicola d'avanguardia e complicata, piena zeppa di simbolismi e chiavi di interpretazione possibili eppure ironica e godibile.


Allo stesso modo il successivo Giochi di fuoco in cui si alternerà a Philippe Noiret, è un ennesimo puzzle composito, dove tematiche scottanti come incesto, rapimento, prostituzione, verginità e stupro riescono ad essere declinate in una modalità divertente, irriverente, capovolgente e certamente dichiaratamente e spudoratamente provocatoria.


Jean-Louis Trintignant e il suo rapporto con i grandi autori


Non mi piace girare con i registi cosiddetti «difficili». Un tempo avrei dovuto girare con Zulawski, un film che poi non si fece, in ogni caso non lavorai con lui [con Jacques Deray in Voglia d'amare], Mastroianni mi disse che era un rompipalle. Quindi gli ho fatto credere di avere il cancro. Ma sbagliai a comportarmi così, mi sono perso troppi grandi registi. Fellini, in particolare, per il suo Casanova, mi chiese due anni per le riprese. Io all'epoca, film, ne giravo quattro all'anno…

Trintignant ha lavorato con la maggioranza dei migliori registi del Novecento, in alcuni film considerati pietre miliari della cinematografia mondiale.


Claude Chabrol ne Les Biches e Eric Rohmer ne La mia notte con Maud, il primo un misterioso e affascinante triangolo amoroso e il secondo vincitore del premio Oscar come miglior film straniero, terzo nel ciclo dei suoi Sei racconti Morali. La mia notte con Maud è un film basato sulla conversazione come nessun altro film del ciclo sarà caratterizzato. Rohmer attese due anni per poter avere come protagonista Trintignant perchè impegnato altrove nella realizzazione di altri progetti.


Invece Chabrol con Les Biches troverà finalmente la sua strada chiara e decisa, non eccessivamente collata politicamente ma di ritratto feroce di una differenza di classe che a generi invertiti è ispirata da Il talento di Mr. Ripley di Patricia Highsmith.


Jean-Louis sarà anche protagonista di Finalmente Domenica!, l'ultimo film del genio cineasta François Truffaut, omaggio al noir americano anni 50, al fianco di Fanny Ardant e di Film Rosso, nella trilogia Tre Colori del maestro Krzysztof Kieślowski dedicata al motto della Rivoluzione Francese 'Liberté, Egalité, Fraternité'. Questo capolavoro indiscutibile considerato uno dei più bei film mai realizzati nella storia del cinema vede Trintignant interpretare un giudice, trasmettendo una profonda riflessione sul senso della giustizia.


Sul finire della sua vastissima carriera attoriale, oltre ad essersi speso come sceneggiatore e regista, Trintignant regalerà una interpretazione magistrale nell'opera Amour di Michael Haneke, con il quale girerà poi anche Happy End. Il maestro austriaco guiderà Trintignant e Emmanuelle Riva in una poesia carica di verità e sofferto realismo nell'affrontare il dramma della vecchiaia e della malattia progressiva di chi amiamo.


Nonostante Jean-Louis Trintignant avesse dei pentimenti su alcune scelte prese nella sua lunghissima professione, ciò che ci resta di lui è molto più di una brillante stella in cielo ormai spenta. Trintignant ha firmato un'intera costellazione con il suo tocco misurato, attento, sempre giusto e coerente. Serve solo la sua filmografia per ricostruire un senso tramite la produzione cinematografica del secolo scorso. Più film di Jean-Louis Trintignant si guardano, più si diviene arricchiti di cotanta vastità, versatilità e bellezza.