Il tennis in Cina

Il tennis in Cina sta crescendo in maniera esponenziale. I tornei organizzati nel paese asiatico sono in continuo aumento così come il numero dei praticanti. Sarà vera gloria? Riuscirà il tennis a entrare prepotentemente nella mente degli appassionati cinesi o il ritiro di Li Na interromperà questa impennata vertiginosa di consensi? Per analizzare nel dettaglio la situazione del tennis in Cina è bene fare un passo indietro.


Fino al 1988 il tennis viene largamente ignorato in Repubblica Popolare Cinese. Con la re-introduzione a disciplina olimpica comincia invece a propagarsi una piccola ondata di interesse. Il primo torneo maschile viene inaugurato nel 1996 ma gli uomini resteranno sempre un passo indietro rispetto alle donne, sia in termini di risultati che di popolarità (ad oggi il risultato più alto ottenuto da un giocatore cinese nella classifica Atp è la 244esima posizione occupata da Wu Di, nda). Nel 2004 in Cina qualcosa cambia improvvisamente: Li Ting e Sun Tiantian vincono la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Atene nel doppio e in madrepatria comincia a diffondersi frenesia e curiosità per uno sport che fino ad allora restava pressocchè sconosciuto tra i più. Eppure si sa che non può esistere un pubblico senza una stella da acclamare. Allora ecco spuntare dalle nebbie Li Na, ventiduenne di belle speranze che conquista Guangzhou diventando la prima cinese a vincere un torneo.


In Repubblica Popolare comincia a diffondersi la consapevolezza di poter giocare un buon tennis e magari sfornare qualche campione internazionale.


Nel 2005 il prestigioso torneo della Masters Cup, ora ATP World Finals, dopo una breve puntata nel 2002, si trasferisce fino al 2008 a Shanghai. Questo contribuisce all’esplosione di interesse formatasi attorno al tennis in Repubblica Popolare Cinese. La certezza assoluta di poter competere con i top player occidentali arriva però nel 2008 con le Olimpiadi di Pechino. Li Na batte la favorita Venus Williams e conferma la fiducia della platea cinese. Il tennis comincia a estendersi rapidamente seguendo la scia dei successi della campionessa di Wuhan che dopo gli Australian Open del 2010 entra nella top ten, vincendo l’anno seguente anche il Roland Garros.


Bendou Zhang, giornalista cinese che si occupa di tennis per Titan Sports (la rivista di sport più importante di tutta la Cina) afferma che prima dell’Olimpiade di Atene il tennis fosse relegato alla sezione ‘altri sport’ mentre oggi gode di pagine e pagine dedicate. Zhang riporta il dato significativo registrato dalla Chinese Tennis Association, ovvero che nel giro degli ultimi quattro anni i praticanti in Repubblica Popolare sono passati da otto a più di dodici milioni. Tutto grazie al talento e alle vittorie di Li Na? Non solo, ma è innegabile l’incredibile seguito che è riuscita a creare intorno a sè. Questo ha fatto sì che i siti internet dedicati al tennis in Cina cominciassero ad essere consultati da più di 20 milioni di persone al giorno. Incoraggiati dai dati interni gli organizzatori dei tornei cinesi hanno deciso di favorire anche il turismo estero, posizionando i quattro tornei più importanti in quattro settimane consecutive. Ma se il pubblico non partecipa calorosamente? Non bastano gli addetti ai lavori e lo sporadico avvento di appassionati provenienti dall’estero per riempire le immense strutture messe in piedi in poco tempo.


Serve che sempre più pubblico si appassioni allo sport, con o senza Li Na. Prima di lei gli ammiratori di tennis cinesi avevano come idoli gli svizzeri Roger Federer e Martina Hinghis, a cui poi si è accodato Novak Djokovic, trionfatore del China Open e dello Shanghai Rolex Masters. Ancora oggi, ammette Renjie Liu, giornalista di Sina.com, Federer resta il giocatore di tennis numero 2 per popolarità e numero di ammiratori in Cina, secondo solamente all’eroina nazionale Li Na.


Dall’inaugurazione dello stadio di Shanghai nel 2005 Roger Federer è sempre stato considerato un ambasciatore del tennis asiatico. Il campione svizzero ha dimostrato quanto l’affetto e l’interesse fossero reciproci, decidendo di giocare il doppio allo Shanghai Masters del 2013 in coppia con un giocatore autoctono, Zhang Ze, 271esimo nella classifica ATP. Oltre ad ammirare idoli esteri è necessario sfornare giocatori di caratura mondiale per aumentare il seguito e la popolarità dello sport in patria cinese. Michael Luevano, il direttore del torneo Shanghai Rolex Masters, lavora nel tennis cinese da quasi vent’anni. Si è detto convinto che nel futuro la Repubblica Popolare produrrà una schiera di giocatori di tennis di alto profilo, arrivando addirittura a scommettere sulla presenza di un campione cinese nella top 20 nei prossimi 10 anni. Luevano è fiducioso che ciò che serva sia solo un catalizzatore di partecipazione, così come sia necessaria la costruzione di strutture che possano sviluppare e favorire la diffusione dello sport nei vari livelli.


Se giocare a tennis per passione diventa sempre più semplice e meno costoso, non si può dire lo stesso a proposito di una carriera tennistica professionale.

I costi degli spostamenti sono alti e la difficoltà di ottenere visti per i cittadini cinesi è molto grande. Inoltre viene richiesto agli atleti di partecipare a diverse competizioni nazionali, detraendo tempo all’allenamento e alla costruzione del loro gioco. Oltre a queste problematiche si aggiunge il fatto che la società cinese sia in continuo movimento e trasformazione. Il concetto di tempo libero cinese differisce molto dal nostro, essendo dotati di una cultura del lavoro molto più orientata al raggiungimento di obiettivi nel futuro prossimo, pensando però a un domani lontano nel tempo, dove il diktat è lavorare finchè non si è raggiunto il successo a tutto tondo. Sarebbe semplicistico ridurre in poche parole una mentalità dell’impegno che affonda le proprie radici in una cultura millenaria. E’ sufficiente considerare che la maggioranza dei cittadini cinesi non può permettersi i biglietti dei tornei WTA e ATP presenti sul territorio, così come non dispone del tempo libero necessario per parteciparvi, proprio perchè non viene culturalmente sentita la necessità di creazione di momenti di svago nella vita quotidiana. Le nuove generazioni, sempre più occidentalizzate nelle abitudini e nei costumi, di certo potranno portare a una svolta in questo senso.


La mentalità cinese stessa interferisce in parte con i desideri di gloria espressi da Luevano.


A causa della politica del figlio unico molte famiglie scoraggiano il loro erede a intraprendere una carriera faticosa e nella maggioranza dei casi poco remunerativa come quella tennistica. Le famiglie benestanti incoraggiano i figli a proseguire gli studi e apprendere una professione socialmente privilegiata, come l’avvocatura o la medicina. Le famiglie meno abbienti, ça va sans dire, semplicemente non possono permetterselo.

Giocatori come Kei Nishikori, promessa giapponese del tennis internazionale, attualmente numero 5 al mondo, possono fornire ispirazione per giovani che desiderassero seguire l’esempio. Proprio l’assenza di strutture che permettano ai ragazzi di approcciarsi allo sport senza sostenere costi onerosi ha spinto Li Na ad annunciare il suo progetto per la costruzione di un accademia di tennis in territorio cinese. Dopo aver comunicato la sua intenzione di ritirarsi dal tennis a 32 anni dopo aver raggiunto incredibili traguardi in carriera, come la seconda posizione nel ranking mondiale, Li Na ha dichiarato di volersi impegnare seriamente negli anni a venire per incoraggiare i giovani cinesi a giocare a tennis. Li Na è stata un’importante ambasciatrice della Cina, mostrando una personalità forte ma dotata di ironia e carisma, contribuendo a distruggere i pregiudizi in merito alle donne cinesi, viste dagli spettatatori occidentali come deboli, timide e non in grado di parlare inglese con scioltezza.


Questa nuova immagine della donna asiatica contemporanea ha ispirato molte altre giovani atlete, come Peng Shuai che quest’estate è riuscita a raggiungere le semifinali dello US Open.


Insomma proprio grazie a Li Na in Cina sono migrati non solo gli organizzatori dei tornei ma anche gli sponsor e i media internazionali. Resteranno ora, dopo il suo ritiro? E la Cina sarà in grado di sfornare altri campioni di primo livello? La risposta a queste domande la potrà fornire solo il tempo mentre in Repubblica Popolare Cinese si lavorerà per far sì che sia affermativa.